Consigli: esercitate la scrittura (1)

Care Studentesse e cari Studenti,
molti di voi sono alle prime esperienze di studio universitario. Altri hanno già avuto qualche esperienza, più o meno soddisfacente. A tutti vorrei rivolgere alcuni consigli, alla cui formulazione sono giunto non solo osservando i cambiamenti intervenuti negli atteggiamenti degli studenti, ma anche l’affermazione di stili di comportamento sociale che non sempre favoriscono il percorso di apprendimento.
In questa bacheca troverete l’indicazione di problemi e difficoltà ricorrenti, e consigli sul modo per superarli. Incominciamo quindi una serie di brevi note, ciascuna dedicata a un aspetto diverso del modo di procedere nello studio.
Il consiglio che apre la serie è quello di esercitarvi con la scrittura. C’è chi sta disimparando la scrittura manuale perché preferisce la scrittura digitale, ma si osserva anche un indebolimento della capacità di scrivere in conseguenza di pratiche sempre più limitate. Ovviamente non ho nulla contro la scrittura digitale, mentre mi preoccupa che la capacità di scrivere in troppi casi appaia modesta. Il consiglio che rivolgo a tutti è di scrivere manualmente, ogni giorno, un breve testo, di 10-15 righe. L’argomento del testo non ha importanza: ciascuno scelga quello che preferisce, collegato o meno all’esperienza di studio che state compiendo. Ciò che conta è che prestiate la più grande attenzione alla correttezza ortografica, grammaticale e sintattica e che scriviate le parole per intero, senza ricorrere alle abbreviazioni e ai simboli che sono diventati consueti nella formulazione dei messaggini.
Vi suggerisco di leggere un romanzo di I. B. Singer, un grande scrittore yiddish (la lingua parlata dagli ebrei dell’Europa orientale, piuttosto diffusa prima del genocidio nazista). Il titolo è Lo schiavo. La storia narra le vicende di un giovane ebreo della Slesia che, per vicissitudini famigliari, si ritrova costretto in servitù presso un possidente cristiano: Questi lo manda a pascere armenti sulle montagne. Il giovane avverte acutamente la perdita della possibilità di adempiere ai suoi doversi religiosi e, in particolare, di leggere la Torah. Tuttavia, poiché in tanti anni di letture costanti aveva imparato a memoria il testo sacro, trova una soluzione: scrive il testo della Torah sulle rocce, per poi poterlo leggere. Il giovane dimostrava la sua autonomia in una condizioni di difficoltà: ma non è proprio questo che la cultura dovrebbe consentirci di fare?
Pensateci e, se volete, rispondete scrivendo un testo di 10-15 righe, come prima vi ho consigliato.

Benedetto Vertecchi

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Autore: Benedetto Vertecchi
Benedetto Vertecchi è professore ordinario di Pedagogia sperimentale presso il dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre e fondatore del Laboratorio. Benedetto Vertecchi is a full professor of Experimental Pedagogy at the department of Education of Roma Tre University and the founder of the Laboratory.