Consigli: attenti ai dati bibliografici. Seconda parte (4)

Immaginate di trovare questo riferimento bibliografico:

Tommaso Campanella, La città del sole, Milano, Adelphi, 2010

e immaginate di non sapere chi è Tommaso Campanella. Potreste pensare che si tratti di un giovane studioso, un ricercatore dell’Università di Milano, che ha pubblicato la sua tesi di laurea. Oppure che un antropologo abbia scritto un libro su una civiltà precolombiana dell’America meridionale. O che Campanella sia l’autore della guida turistica di una località della Riviera nota per la mitezza del clima. O qualunque altra  cosa. A rigore, dal riferimento bibliografico fornito tutte le supposizioni sono giustificate, anche se sappiamo che non sono vere. Ma lo sappiamo per altre ragioni, che nulla hanno a che fare con la descrizione di un libro.

Se il riferimento bibliografico fosse stato meno scarno, avremmo potuto leggere:

Tommaso Campanella, La città del sole, introduzione e commento di Alberto Savinio, Milano, Adelphi, 2010

L’aggiunta sarebbe sufficiente a farci capire che Campanella non doveva essere un giovane di belle speranze, se il suo libro era preceduto da un’introduzione e se il testo era commentato (oltretutto da uno studioso ben conosciuto). A questo punto, se proprio non sapeste nulla di Campanella, basterebbe cercare in internet la scheda del libro nel catalogo dell’ICCU (l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico): trovereste che il nome è seguito da

1568-1639

ossia dall’indicazione dell’anno della nascita e da quello della morte di Campanella.

Immaginate ora di non aver mai sentito parlare di Pestalozzi  e di trovare questo riferimento bibliografico.

Enrico Pestalozzi, Come Geltrude istruisce i suoi figli, Firenze, La Nuova Italia, 1974.

Si potrebbero fare molte congetture, come nel caso di Campanella. E si potrebbe anche pensare che Enrico Pestalozzi fosse italiano. Ciò soprattutto perché fino ad alcuni decenni fa, si usava tradurre i nomi degli autori stranieri, specialmente se si trattava di classici. Così Heinrich diventava Enrico e Hegel si chiamava Giorgio Guglielmo Federico. Non si sarebbe caduti nell’equivoco se la descrizione bibliografica avesse compreso il nome del traduttore:

Enrico Pestalozzi, Come Geltrude istruisce i suoi figli, trad. it. [ossia traduzione italiana] di A. Banfi, Firenze, La Nuova Italia, 1974.

Ci sono ancora molti casi di descrizione bibliografica da prendere in considerazione. Altri consigli sono in arrivo!

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Autore: Benedetto Vertecchi
Benedetto Vertecchi è professore ordinario di Pedagogia sperimentale presso il dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre e fondatore del Laboratorio. Benedetto Vertecchi is a full professor of Experimental Pedagogy at the department of Education of Roma Tre University and the founder of the Laboratory.