Lezioni 1-2 – 16 ottobre 2013. Presentazione del Corso

 

Innanzi tutto, benvenuti alle lezioni del Corso di Pedagogia sperimentale per l’anno accademico 2013-2014. Le lezioni sono rivolte agli studenti del corso di laurea triennale in Formazione e sviluppo delle risorse umane. Il ciclo di lezioni è parte dell’insegnamento della Pedagogia sperimentale, che comprende anche un seminario o un laboratorio, a scelta dello studente. Tali attività si svolgeranno nel secondo semestre. Al superamento dell’esame, che riguarderà sia gli argomenti del ciclo di lezioni, sia quelli dell’attività prescelta per il secondo semestre (seminario o laboratorio), corrisponderà il riconoscimento di 9 crediti. Le informazioni a carattere organizzativo (per esempio, l’orario di ricevimento o il calendario degli esami) relative al Corso di Pedagogia sperimentale sono disponibili all’indirizzo internet del Laboratorio di Pedagogia sperimentale

http://lps.uniroma3.it.

Cliccate su Didattica, quindi su Benedetto Vertecchi. Vi si presentano più possibilità:

1 – Cornici. È una sezione dedicata a sviluppare quelle che nell’attuale ricerca didattica si indicano come abilità di studio. Attraverso la bacheca riceverete consigli su come rendere più varia ed efficace l’attività nella quale siete impegnati;

2 – Pedagogia sperimentale (FSRU, ossia Formazione e Sviluppo delle risorse umane), dalla quale si accede alla sezione Informazioni o a quella Lezioni. Nella prima trovate notizie a carattere informativo (i programmi, il calendario delle lezioni, gli avvisi per gli esami eccetera), nell’altro, dopo ciascun incontro in aula, sarà posta a disposizione una sintesi degli argomenti trattati, insieme ai materiali utilizzati per illustrarli. Saranno pubblicati anche altri materiali di approfondimento ulteriore, per esempio brevi filmati.

Si raccomanda di scaricare i materiali e di leggere la sintesi anche se si era presenti in aula: è un modo per fissare quanto è stato appreso. Chi, occasionalmente, ha perso una o più lezioni ha la possibilità di continuare a seguire gli argomenti trattati. Infine chi, per qualunque ragione, non frequenta trova nei materiali e nelle sintesi un sostegno organizzativo per lo studio dei testi d’esame.

Chi desidera comunicare con il titolare del corso (prof. Benedetto Vertecchi) può farlo scrivendo un messaggio di posta elettronica (b.vertecchi@uniroma3.it) oppure telefonando (06-57339637 o 57339666).

 

Chi si accinge allo studio della Pedagogia sperimentale deve tener conto di alcune caratteristiche specifiche di tale area della conoscenza. Come indica, infatti, l’aggettivo sperimentale ci si trova di fronte a un modo di considerare i problemi dell’educazione che si colloca nell’ambito delle scienze che si ricollegano alla tradizione galileiana. In altre parole, la Pedagogia sperimentale contribuisce alla conoscenza dei problemi dell’educazione seguendo modelli e interpretazioni generali dei fenomeni che risalgono alla grande rivoluzione scientifica intervenuta verso la metà del secondo millennio. Si possono ottenere risultati positivi dallo studio prestando una speciale attenzione al linguaggio (la scelta delle parole, le forme grammaticali e quelle sintattiche). C’è bisogno di evitare parole e espressioni ambigue, per tendere alla univocità dei significati (o, quando meno, a una forte riduzione delle ambiguità del  discorso).

 

Il titolo del Corso è Problemi e metodi della ricerca educativa sperimentale. Potete chiedervi: che cosa impareremo? Ovvero, usando una parola che esprime la medesima esigenza in modo più specifico: quali sono gli obiettivi del Corso? Nel linguaggio comune “obiettivo” è un sinonimo di “fine”, “scopo”. Nel linguaggio della ricerca educativa, “obiettivo” è invece un aggettivo derivato da “oggetto”, che indica quale manifestazione del comportamento possa essere collegata all’acquisizione di un determinato apprendimento. Nelle tavole sono elencati gli obiettivi del Corso: si potrà osservare che ciascun obiettivo è introdotto da un verbo che esprime azione (acquisire, distinguere, sottoporre eccetera). Indicare precise operazioni è necessario sia per sottrarre il linguaggio dell’educazione alla genericità che troppo spesso lo caratterizza, sia per precisare secondo quale criterio sarà possibile verificare che un certo obiettivo sia stato realmente conseguito.

L’educazione è un’attività complessa, che occorre analizzare da molti punti di vista. Si può dire che ogni campo della conoscenza umana è in qualche misura collegato all’educazione perché in qualche modo capace di incidere sulle scelte che sono effettuate o perché costituisce un oggetto degli interventi educativi. Ci sono comunque dei campi della conoscenza il cui rapporto con l’educazione è più diretto: tali campi offrono importanti apporti all’interpretazione dei fenomeni educativi. Anche se si tratta di un elenco che è suscettibile di essere ampliato, sarà bene tener presenti gli apporti che alla conoscenza educativa derivano da discipline come la storia dell’educazione, la teoria dell’educazione, la politica, la demografia, la statistica, l’economia, la psicologia, la sociologia, l’antropologia culturale eccetera.

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Autore: Benedetto Vertecchi
Benedetto Vertecchi è professore ordinario di Pedagogia sperimentale presso il dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre e fondatore del Laboratorio. Benedetto Vertecchi is a full professor of Experimental Pedagogy at the department of Education of Roma Tre University and the founder of the Laboratory.