Lezioni 25-26, 3 dicembre 2013. Programmazione ed esperimenti

 

Si è già rilevata la differenza tra l’educazione formale, che si svolge nell’ambito di contesti specificamente destinati a tale intento, e quella informale, che risulta invece da interazioni che si manifestano nelle condizioni della vita quotidiana. L’educazione formale non può essere pertanto espressione delle intuizioni del momento, anche se intelligenti e innovative, ma deve corrispondere ad una precisa formulazione degli intenti che si vogliono perseguire, alla descrizione delle attività che si ritengono funzionali agli intenti, alla verifica del procedere delle attività nella direzione desiderata. Per un positivo sviluppo dell’educazione formale occorre quindi procedere con razionalità, secondo un approccio che negli ultimi decenni è stato designato col termine “programmazione”. I momenti del percorso della programmazione sono i seguenti:

-       il punto di partenza è costituito dall’emergere di esigenze, espressione della domanda sociale, di quella del sistema educativo, della domanda espressa dalle famiglie e di quella individuale;

-       le esigenze possono non essere del tutto esplicite: occorre quindi precisarle attraverso un processo dialettico, ossia un confronto che coinvolga il maggior numero di soggetti che possono contribuire a stabilire quale sia l’offerta educativa che è opportuno elaborare;

-       occorre stabilire quali traguardi si vogliano raggiungere, ed indicare se si tratta di traguardi a breve, a medio o a lungo termine. Questa operazione deve essere effettuata prima che l’attività sia svolta, perché solo così si dispone di riferimenti certi;

-       per intraprendere un’attività c’è bisogno di risorse: si deve verificare se siano disponibili o se sia possibile acquisirle. È opportuno distinguere tra risorse di competenze, di personale e di mezzi fisici o attrezzature. In relazione alle risorse indicate si può valutare l’adeguatezza anche delle disponibilità economiche;

-       bisogna predisporre un apparato di controllo ed una strumentazione valutativa, tenendo conto che, oltre agli apprendimenti conseguiti dagli allievi, si debbono apprezzare i vantaggi derivanti al sistema (per esempio in termini di acquisizione di capacità di far fronte a determinate esigenze) e le ricadute sociali (il diffondersi di certi profili culturali può giovare alle condizioni della vita sociale);

-       le attività debbono essere distribuite nel tempo disponibile, tenendo conto di tutti quegli aspetti che possono suggerire una speciale attenzione. Occorre chiedersi: quali sono gli obiettivi intermedi? Come frazionare il percorso? Come organizzare il messaggio? Quali risorse utilizzare in determinati tratti del percorso? Come verificare gli apprendimenti? Come compensare le difficoltà? Ovviamente a queste domande si daranno risposte diverse in relazione alle condizioni economiche, culturali e sociali del contesto in cui si interviene.

Procedere con razionalità è un modo per qualificare le pratiche educative e consentirne l’interpretazione o la modifica secondo una logica scientifica. Occorre disporre di un modello per l’analisi di una situazione educativa nel quale le variabili siano disposte lungo l’asse del tempo. Le variabili che si rilevano nel quadro di intervento sono indicate come indipendenti, quelle relative agli esiti dell’attività come dipendenti. A loro volta le variabili indipendenti sono ripartire in due gruppi. Una parte delle variabili presenta valori che non possono essere modificati (per esempio, l’età o il livello culturale dei genitori: per questo si parla di variabili assegnate), mentre è possibile intervenire per modificare il valore delle altre. Quando i cambiamenti perseguono intenti innovativi e comportano una modifica del quadro delle conoscenze ci si trova ad effettuare un esperimento (alterazione consapevole delle variabili indipendenti).

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Autore: Benedetto Vertecchi
Benedetto Vertecchi è professore ordinario di Pedagogia sperimentale presso il dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre e fondatore del Laboratorio. Benedetto Vertecchi is a full professor of Experimental Pedagogy at the department of Education of Roma Tre University and the founder of the Laboratory.